Sono passati 156 anni ormai da quando, la notte del 16 dicembre 1857, una forte scossa di terremoto sconvolse tutto il Vallo di Diano e molti paesi della Basilicata. Ci furono molti morti e distruzioni, miracolosamente invece Teggiano restò indenne e i teggianesi eressero, in testimonianza di tale evento, il maestoso obelisco che svetta dal centro della piazza di Teggiano.

Da allora il 16 dicembre si rivive il tradizionale falò

accensione-del-faloIn quella notte i teggianesi portarono la statua di San Cono in piazza erigendo un piccolo altare per chiedere protezione al santo.
San Cono in risposta fece sgorgare dal piede sinistro della statua per tre volte la stilla di manna in segno di protezione, e i teggianesi come ringraziamento fecero costruire l’obelisco, e ogni anno in ricordo di tale evento si accende un grande fuoco ai piedi del monumento. 
Anche quest’anno, come da tradizione, c’è stato:

le fiamme illuminano la piazza

Lu fumbanariu ri Santu Conu

Dopo la Santa Messa e la chiusura del triduo di San Cono, il parroco insieme ai fedeli si sono recati in processione verso l’obelisco per la benedizione e l’accensione del falò.

Il 17 dicembre dopo il solenne pontificale presieduto da Sua Ecc. Mons.Antonio De Luca vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro e dal capitolo cattedrale, si è tenuta la processione di San Cono con la sosta davanti all’obelisco per l’omaggio floreale alla bronzea statua di San Cono.

il saluto del vigile morello

Il caposquadra dei vigili del fuoco Luigi Morello è salito alla estremità del monumento per porgere ai piedi di San Cono un bouquet di fiori. Emozionante è stato il momento in cui il vigile Morello ha deposto i fiori mentre un forte applauso ricco di commozione è partito dai molti devoti presenti.

Alle 18.00 presso la Cattedrale c’è stata la presentazione di due libri del prof. Mario Casella: “La voce di San Cono” bollettino parrocchiale fondato nel 1956 e diretto dal compianto don Michele D’Elia e “Paese mio che stai sulla collina” che tratta aspetti della vita religiosa e sociale di Teggiano.

presentazione-dei-libri

Il bollettino è stato uno strumento prezioso per la comunità, ha detto il prof. Didier storico d’arte di Teggiano, molte cose vi sono state scritte, come il processo di canonizzazione di San Cono e la storia del nostro paese (a puntate), scritta dallo stesso Didier.
Il bollettino ha rappresentato in quegli anni un ponte di unione dei teggianesi di tutto il mondo, riportando tutti gli avvenimenti religiosi e culturali, tramite il bollettino il teggianese emigrato riusciva a sentirsi più vicino al proprio paese.

prof mario casella“La voce di San Cono” è stato anche un importante mezzo per far conoscere al di fuori del nostro paese il culto del caro e amato San Cono, riportando inoltre le varie feste centenarie e non solo, a Lui dedicate. Pertanto questi libri vanno letti e soprattutto conservarti come ricordo di quasi 35 anni di storia teggianese.

I libri possono essere acquistati presso il comitato feste San Cono e il ricavato andrà a finanziare la festa del tricentenario della statua di San Cono che si terrà a giugno 2014.