LA VOCE DI SAN CONO
Un nuovo strumento di comunicazione, o meglio la ripartenza di un mezzo di comunicazione già collaudato da un cinquantennio, deve dire al lettore quali finalità si vogliono raggiungere, quale tipo di dialogo si vuole intessere e da parte di chi. La committenza di questo strumento sono le comunità parrocchiali di Teggiano nel loro insieme e i destinatari sono prima di tutto i teggianesi residenti e quelli sparsi in ogni parte del mondo, ma anche tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà che vogliono usare questo mezzo per comunicare, confrontarsi, maturare le convinzioni profonde del proprio essere uomini e le ragioni della propria fede in un momento in cui l'uomo sperimenta la solitudine esistenziale e va alla ricerca di senso e voglia di comunicare non volendo vendere la propria ragione ad affabulatori che incantano, ma non convincono, anzi impediscono la crescita culturale di ogni persona. Le comunità parrocchiali di Teggiano mentre si accingono a far ripartire "LA VOCE DI SAN CONO" non possono dimenticare il fondatore Don Michele D' Elia , Santo Parroco di Santa Maria Maggiore, che in tempi difficili e con grande lungimiranza mise in opera il bollettino che è stato strumento prezioso di comunicazione fin dai tempi in cui tanti nostri compaesani, emigrando in terre lontane, sentivano il desiderio del legame con le origini vivendo un'identità umana e religiosa e un'appartenenza forte nella comune devozione al santo protettore San Cono.
E' chiaro che sono cambiate tante cose e la globalizzazione con tutti i fenomeni che ne conseguono rappresenta per noi una sfida che vogliamo affrontare anche con questo strumento rinnovato in cui la comunicazione è diventata così importante e fondamentale da richiedere ogni sforzo per far sì che sia una vera comunicazione. Ironia della sorte viene fuori che nel mentre aumentano i mezzi e le possibilità di comunicazione molti uomini nel mondo intero sono esclusi da questa ricchezza che a volte viene gestita in modo monopolistico. Non è nostra intenzione competere con i grandi mezzi di comunicazione che consideriamo un bene prezioso, anche se a volte sono contro la dignità dell’uomo. Siamo consapevoli della fragilità del nostro mezzo, ma riteniamo di poter dare il nostro piccolo contributo nel far sì che gli uomini possano valorizzare tutte le loro potenzialità in un’ autentica comunicazione.
La comunicazione nel suo significato etimologico indica la trasmissione fra il mittente e il ricevente cioè significa mettere a parte, far partecipe gli altri di ciò che si possiede , con partecipazione , è la creazione di uno spazio comune, condiviso, al cui interno può realizzarsi un' effettiva intesa fra gli interlocutori che sono nel nostro caso gli uomini e le donne del nostro territorio, le comunità cristiane in esso incarnate e il contesto della fede al cui interno c'è un collante forte che è il culto a San Cono. Abbiamo bisogno di conoscere il messaggio del vangelo, di acquisire competenza nell'uso dei mezzi di comunicazione come la stampa periodica, ma siamo certi che se non possediamo la santità del fondatore vorremmo avere almeno la passione di don Michele, che in quell'angusto ufficio e con i mezzi poveri, ci ha donato una grande eredità che tocca a noi trasmettere e potenziare nella certezza che le sfide del futuro richiedono un impegno maggiore e la responsabilità di mettere a frutto i talenti che ognuno ha ricevuto.
Vi invitiamo perciò ad accogliere con simpatia questo bollettino, a fare le vostre osservazioni e a considerarlo un vostro strumento di comunicazione per far sì che gli uomini nel confronto possano vivere da protagonisti insieme a tutti gli uomini che hanno a cuore le sorti dell'umanità e il miglioramento della qualità della vita per ogni uomo e per tutti gli uomini.

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a cura di
Don Andrea La Regina
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